Le Chiese di Bianco
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Da un’accurata ricerca condotta dal prof. Enzo D’Agostino, storico ufficiale della nostra diocesi, siamo venuti a conoscenza che, nella “Terra del Bianco “, esistevano ben trentacinque chiese. Con il toponimo “Terra del Bianco “, anticamente, veniva indicato il territorio comprendente la Motta del Bianco, che sorgeva sopra un’altura ed era circondata da mura su cui si aprivano quattro porte denominate dell’Annunziata, di S. Andrea, dell’Angrisà e del Portello (o Sperone), le sue tre frazioni: Catamotta (distrutta completamente dal terremoto del 1783), Zoparto e Pardesca che sorgevano “extra moenia “, cioè al di fuori della cinta muraria in corrispondenza alle porte di accesso alla città e due casali (oggi diremmo villaggi): Casignana e Caraffa.
I confini di questa terra vengono così indicati in un apprezzo del 1700 “ il territorio del Bianco confina da Oriente colle marine del mare Ionio, da Ostro (sud) col territorio di Bruzzano, da Occidente col territorio di S. Agata e S. Luca, e da Tramontana (nord) coll’alveo del fiume Bonamico, che lo divide dal territorio di Bovalino e principia il confine dalla spiaggia del Mare, e proprio dalle mandre regali, e tira per lo valloncello del Canalello che divide la foresta del Capo del Bianco, dalla foresta di Serlione nel territorio di Bruzzano…”
Per quanto riguarda la situazione religiosa, invece, le prime notizie abbastanza attendibili ci vengono fornite dalla relazione “ad limina Apostolorum” redatta nel 1641 dal vescovo di Gerace Mons. Lorenzo Tramallo; da tale documento si evince che Bianco aveva tre chiese parrocchiali con l’Arciprete, quattro chiese non parrocchiali, una chiesa di giuspatronato, undici chiese devozionali, dieci altari di giuspatronato, sei confraternite di laici, un ospedale (ospizio), due monasteri di religiosi (uno dei Riformati con diciassette frati, uno dei minori Osservanti con sette frati; l’uno e l’altro sotto la Regola di S. Francesco d’Assisi), un romitorio con un eremita, quindici “monache di casa”, sedici sacerdoti, ventun chierici, un suddiacono, sei ‘diaconi selvaggi “, tre dottori in legge nel clero; gli abitanti ammontavano a 2023 di cui 608 non si accostavano al sacramento della Comunione.
(Per le notizie riportate si veda il bollettino parrocchiale 2009/114 “Storia delle Chiese di Bianco” di Elisetta Muscatello, e i rimandi alle relazioni del prof. Enzo D’Agostino e del!’avv. Domenico Romeo nel volume: “Bianco e il suo patrimonio storico religioso).